FAQ

 

Che cosa sono le indagini familiari ?

 

Con il termine “indagini familiari “ (family tracing and assessment), si intende l’intervista svolta dal personale OIM alla presenza dei familiari (famiglia nucleare o estesa a seconda del contesto di origine) del minore straniero non accompagnato. L’intervista viene svolta sempre presso l’abitazione del nucleo familiare, salvo casi eccezionali per cui motivi di sicurezza afferenti al contesto di origine rendano necessario procedere con altre modalità (per via telefonica, o con visita dei parenti del minore presso gli uffici OIM o altro luogo sicuro).

 

L’indagine familiare è svolta nel rispetto delle norme internazionali e nazionali di tutela dei diritti dei minori ed è espletata tenendo in considerazione l’opinione del minore stesso, così come previsto dall’art 12 della Convenzione di New York, con l’obiettivo di fornire informazioni utili alla definizione del suol superiore interesse.

Ai familiari del minore viene richiesto di firmare un consenso al trattamento dei dati personali affinché gli stessi possano essere restituiti a tutti gli stakeholders direttamente coinvolti.  

 

L’intervista segue un protocollo creato ad hoc, formato da domande chiuse ed aperte, le cui modalità di somministrazione vengono adattate tenendo in debita considerazione le caratteristiche socio-culturali locali. L’incontro con la famiglia è teso ad ottenere un quadro dettagliato sia del contesto socio economico dell’area di provenienza del minore che del suo contesto familiare ( ivi compresa la situazione del minore prima della partenza, le sue motivazioni e le sue aspettative migratorie ). Queste informazioni vengono raccolte in un  rapporto di indagine che viene in seguito trasmesso al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il quale lo invia a sua volta ai Servizi sociali che ne hanno fatto richiesta (si veda la FAQ “ Chi e come può richiedere le indagini familiari in favore di un minore straniero non accompagnato”).

 


 

Definizione di minore straniero non accompagnato

 

 Ai sensi dell’articolo 1, comma 2 del D.P.C.M. n 535/1999, “ per minore straniero non accompagnato presente nel territorio dello Stato” (...) s’intende il minore non avente cittadinanza italiana o di altri Stati dell’Unione Europea che, non avendo presentato domanda di asilo, si trova per qualsiasi causa nel territorio dello Stato privo di assistenza e rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili in base alle leggi vigenti nell’ordinamento italiano”.

 

Tale definizione è contenuta nelle Linee Guida sui minori stranieri non accompagnati  emanate nel 2013 dalla Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che in Italia ha mandato sui minori stranieri non accompagnati .

 

Qui di seguito il link alle linee guida:

 http://www.lavoro.gov.it/AreaSociale/Immigrazione/minori_stranieri/Documents/linee%20guida%20minori%20stranieri%20non%20accompagnati%20%28def%29.pdf

 


 

Chi e come può richiedere le indagini familiari in favore di un minore straniero non accompagnato

 

Il Servizio sociale che ha in carico il MSNA (anche afferente al Ministero di Giustizia) , oltre ad avere il dovere di segnalare la presenza sul territorio del MSNA al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali  secondo quanto disposto dall’art 5 comma 1 del D.P.C.M. n 535/99, ha la possibilità di richiedere alla Direzione Generale per l’immigrazione e le Politiche di Integrazione  ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. )  - la quale , ai sensi dell’art 2, comma 2, lett. f) del D.P.C.M. n 535/1999 “ svolge compiti di impulso e di ricerca al fine di promuovere l’individuazione dei familiari dei minori presenti non accompagnati, anche nei loro Paesi di origine o Paesi Terzi” -  che vengano svolte le indagini familiari in favore del MSNA; ciò al fine di ottenere informazioni aggiornate e dettagliate sulla storia familiare dello stesso e sulle motivazioni alla migrazione; approfondire particolari vulnerabilità o circostanze di interesse per il buon andamento della sua presa in carico, così come emerse dai colloqui con il minore, al fine di poter meglio sostenere il percorso di integrazione sul territorio italiano del minore stesso, o, qualora quest’ultimo ne faccia richiesta, sondare la possibilità di un ritorno volontario assistito ( si veda la FAQ “Cosa fare se il MSNA chiede di ricongiungersi al proprio nucleo familiare di origine ( nel Paese di origine o in un Paese Terzo) ”.

 


 

Cosa fare se il MSNA chiede di ricongiungersi al proprio nucleo familiare di origine ( nel Paese di origine o in un Paese Terzo)

 

La procedura in essere prevede che un MSNA, definito in quanto tale ai sensi dell’articolo 1, comma 2 del D.P.C.M. n 535/1999,  il quale esprima (e confermi per iscritto) la volontà di ricongiungersi  al  proprio nucleo familiare di origine, possa essere  supportato nella sua richiesta di ritorno dalla DG Immigrazione ed Integrazione , al fine di garantirne il ricongiungimento con i/il proprio tutore legale (o chi ne fa le veci) nel Paese di origine o nel paese di residenza dei tutori stessi. A questo scopo la DG Immigrazione ed Integrazione fa riferimento all’ OIM, come da Convenzione recentemente rinnovata (2014).

Affinché si possano avviare le necessarie procedure atte a garantire tale ricongiungimento, è necessario che vengano preliminarmente svolte le indagini familiari presso la famiglia di origine (vedi FAQ  “Chi e come può richiedere le indagini familiari in favore di un minore straniero non accompagnato”).

Una volta realizzate le stesse (anche in procedura di priorità qualora la richiesta di ricongiungimento abbia carattere di urgenza) il personale OIM si mette in contatto con il servizio sociale di riferimento, al fine di incontrare il minore presso la città in cui quest’ultimo risiede, in presenza dell’assistente sociale di riferimento.

Insieme a quest’ultimo, e con l’eventuale collaborazione dell’assistente sociale, redige quindi un piano di reintegrazione tarato sulle attitudini e sulle necessità del MSNA, non trascurando purtuttavia le indicazioni provenienti dal nucleo familiare del minore, al fine di verificare, se possibile, l’eventuale opportunità di costruire sinergie con attività familiari produttrici di reddito già preesistenti.

Le tipologie dei piani di reintegrazione, ritagliati su misura su ciascun singolo minore, sono incentrati sulla possibilità di scelta fra un progetto micro-imprenditoriale di lavoro autonomo ed un progetto di formazione scolastica (proseguimento del percorso scolastico o formazione professionale specifica). Qualora se ne riscontrasse la necessità, è previsto inoltre un supporto aggiuntivo e specifico, mirato a coprire le spese mediche del minore. Il progetto prevede un  monitoraggio di 6 mesi atto a dar conto alla DG Immigrazione ed Integrazione ed a tutti gli stakeholders coinvolti dell’andamento dello stesso

 

Sulla base di queste indicazioni, dell’opinione del tutore e del nulla osta dell’autorità giudiziaria, la DG Immigrazione e Politiche di Integrazione dispone, in base all’articolo 7 del D.P.C.M. n 535/99, il provvedimento amministrativo di rimpatrio assistito.

 

L’OIM procede quindi, ad organizzare l’accompagnamento del minore, dal luogo di residenza fino alla destinazione finale , presso i propri genitori, occupandosi inoltre, qualora necessario, del documento di viaggio.

 

Si noti che sono esclusi da questa procedura di ritorno volontario assistito i MSNA che abbiano già formalmente presentato domanda di protezione internazionale- compilando, attraverso il proprio tutore, il modello C3 -  e che vogliano ricongiungersi ai propri familiari regolarmente residenti in un paese dell’ UE, secondo quanto previsto dalla Convenzione Dublino III. In questo caso è l’Unità Dublino del Paese che accoglie il MSNA a dover procedere a richiederne il trasferimento di competenza attraverso l’Unità Dublino del Paese in cui risiedono i parenti del MSNA,  se ne sussistono i presupposti.

 

http://www.libertaciviliimmigrazione.interno.it/dipim/site/it/dipartimento/direzioni_centrali/servizi_civili/ufficioiii/ )