Finanziato dal fondo politiche migratorie 2015 nell’ambito del progetto “Le indagini familiari: uno strumento a supporto della individuazione di soluzioni durevoli per il futuro dei minori stranieri non accompagnati residenti in Italia, ivi compreso il ritorno volontario assistito”.

Indagini familiari

L'individuazione dei familiari del/la Minore:

Il Min. del Lavoro e delle Politiche Sociali ha cura di promuovere l'individuazione dei familiari dei minori stranieri non accompagnati censiti, raccogliendo le segnalazioni e le richieste dei servizi sociali responsabili e trasmettendo le informazioni necessarie al ritranccio familiare all'OIM.

 

Dal 2008 ad oggi l'OIM ha realizzato le indagini familiari per minori stranieri non accompagnati in 47 paesi del mondo, ovunque laddove le condizioni di sicurezza lo consentano.

 

 

L’indagine familiare viene svolta dal personale OIM direttamente presso la residenza della famiglia del/la Minore, previ i necessari contatti telefonici.

L’indagine familiare si propone come strumento conoscitivo e di approfondimento, utile a:

  • comprendere il contesto sociale e familiare da cui proviene il/la Minore, le sue esperienze pregresse (scolastiche, formative, lavorative) fornire spunti di comprensione utili all'interazione con il minore e alla riflessione sul suo percorso di crescita e di sviluppo;
  • delineare una valutazione di massima sulle risorse e opportunità disponibili nel contesto di origine del/la Minore, utili per un primo approccio all'ipotesi del ritorno a casa, qualora una richiesta in tal senso venisse formulata dal/la Minore e le autorità responsabili lo ritenessero quale migliore opzione a supporto del superiore interesse del/la Minore.

Il rapporto sull’indagine familiare, una volta completato dal personale OIM nel paese di origine (o di residenza dei familiari) del/la Minore e tradotto e finalizzato dall’ufficio OIM di Roma, viene inviato al Ministero del Lavoro, e quindi inoltrato agli enti locali che hanno in carico o in tutela il/la Minore dietro richiesta di questi ultimi.

Quali sono i dati necessari per l'avvio delle attività d’individuazione della famiglia:

I dati fondamentali per l’avvio delle indagini familiari sono:

  • i dati anagrafici dei genitori o dei tutori legali del/la Minore; preferibilmente anche quelli del nucleo famigliare;
  • il loro indirizzo di residenza ed il loro recapito telefonico;
  • altre indicazioni che potrebbero essere utili al rintraccio (il nome di una scuola od una istituzione religiosa, un centro aggregativo frequentato dal/la Minore, il luogo di lavoro dei genitori, ecc…);
  • informazioni sul/la Minore, sulle cause e le modalità del suo arrivo in Italia, e su qualsiasi eventuale bisogno o problematica che richieda un approfondimento o un riscontro con i familiari del/la Minore.

I servizi sociali possono rendere le indagini familiari più mirate ed utili specificando nella relazione di segnalazione eventuali tematiche relative al/la Minore da approfondire con la famiglia in sede di colloquio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quali sono i tempi:

La convenzione stipulata tra il Ministero del Lavoro e l’OIM prevede un tempo massimo di svolgimento delle indagini familiari non superiore ai 28 giorni (dal momento del ricevimento della richiesta del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali). Naturalmente il limite temporale può dilatarsi in conseguenza di un incremento delle richieste di indagini familiari per un particolare paese, anche in base alle difficoltà del territorio o l’irreperibilità temporanea dei parenti del/la Minore. Inoltre, viene data priorità alle indagini familiari considerate più urgenti, per l’approssimarsi del compimento della maggiore età o per una correlata richiesta di ritorno volontario assistito, o per ragione specifiche di vulnerabilità o urgenza indicati degli stessi servizi sociali.

 

LE FASI DELL’INDAGINE FAMILIARE:

 

1) Stabilire una relazione con la famiglia

Il primo contatto telefonico con la famiglia del/la Minore rappresenta spesso un passaggio critico, per:

  • Superare le prime diffidenze
  • Informare in modo chiaro ed efficace
  • Spiegare finalità e modi dell’intervista
  • Fissare l’incontro

Spesso sono necessari più contatti telefonici con i familiari del/la Minore per costruire la fiducia ed ottenere dai familiari il consenso all’intervista.

I tempi di questa prima fase possono variare in funzione di:

  • atteggiamento del/la Minore e/o disposizione della sua famiglia;
  • mobilità/rintracciabilità dei familiari

I servizi sociali possono agevolare questo primo contatto spiegando al/la Minore lo scopo delle indagini

2) La visita e l’intervista con la famiglia

  • Quando la situazione nel paese lo consente, l’intervista viene svolta in collaborazione con i servizi sociali locali (per es. in Kossovo, Moldavia);
  • Il colloquio si basa su un questionario semi-strutturato, attraverso cui si cerca di approfondire i seguenti aspetti:
  • Condizioni e prospettive di vita (nucleo familiare e contesto locale);
  • Situazione e aspettative del/la Minore prima della partenza;
  • Elaborazione e realizzazione del progetto migratorio;
  • Considerazioni finali sul contesto socio economico e sulle possibilità di reintegrazione

 

Per il personale OIM è importante ricevere dai servizi sociali italiani più informazioni possibili sul percorso intrapreso dal/la Minore in Italia, così da poter:

  • Informare correttamente la famiglia sulla situazione del/la Minore in Italia (percorso di integrazione e stato psicologico, eventuali problemi, necessità di documenti etc);
  • Fare un riscontro su ed approfondire le informazioni trasmesse dal servizio sociale (per es. aspettative del/la Minore precedenti alla migrazione)

 

3) Metodologia usata

Per lo svolgimento delle indagini famigliari l’OIM adotta una metodologia qualitativa, che prevede missioni sul campo volte ad incontrare le famiglie nel loro ambiente abitativo e relazionale, e ad analizzare le caratteristiche economiche e sociali del contesto locale, con un’attenzione particolare tanto alle risorse e alle potenzialità positive, quanto agli eventuali limiti e fattori di rischio espressi dal contesto di origine del/la Minore.

 

In tutte le fasi di contatto e interazione con le famiglie dei Minori, inoltre, l’OIM si attiene rigorosamente ai principi di trasparenza e di protezione dei dati sensibili propri dell’Organizzazione.

Nel corso dei primi contatti telefonici con i famigliari dei Minori, il personale OIM fornisce tutte le informazioni relative al progetto e agli scopi per i quali è stato richiesto l’avvio dell’indagine famigliare. La visita e l’intervista famigliare vengono concordate con gli interessati previa esplicita accettazione da parte di questi ultimi.

All’inizio della visita famigliare, agli interessati viene inoltre richiesto di visionare un’informativa scritta sulle modalità di conservazione e di trattamento dei dati sensibili (incluse eventuali fotografie) e sugli scopi ai quali verranno destinate le informazioni raccolte attraverso l’intervista, ovvero la loro trasmissione al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e l’analisi statistica dei dati complessivamente raccolti.

L’intervista quindi viene avviata solamente previa firma di un modulo di consenso da parte dei famigliari interessati.

L’OIM inoltre garantisce la protezione dei dati sensibili durante tutte le fasi di analisi e trasmissione agli organismi competenti.

 

4) Il contributo delle indagini familiari alla definizione del progetto di reintegrazione:

Dall’analisi delle informazioni raccolte durante l’intervista con i familiari del/la Minore, è possibile ottenere una “fotografia” del contesto familiare e locale, con le sue specificità, insieme a delle indicazioni di massima sulle possibilità di reinserimento (lavorativo, formativo e/o o scolastico).

Queste informazioni potranno eventualmente essere aggiornate e/o approfondite nel caso in cui il/la Minore prendesse in considerazione l’idea di fare ritorno a casa, dietro specifica richiesta del servizio sociale responsabile.